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Pelle del neonato: come i residui chimici del lavaggio tradizionale possono danneggiare la salute

Se i residui chimici contenuti nei detersivi per i lavaggi tradizionali possono essere dannosi per la pelle degli adulti, tanto più ciò vale per chi ha la pelle delicata come i neonati.
I neonati e i bambini, che hanno una pelle molto sensibile, possono essere ancora più esposti agli agenti aggressivi e a quelli che possono provocare allergia.

Perché i bambini sono più esposti alle sostanze aggressive

La cute dei bambini è molto morbida e piacevole al tatto, ma allo stesso tempo è molto sensibile e delicata.

Gli studi medici dimostrano che nei primi mesi di vita il neonato adatta la propria pelle a quella dell’ambiente esterno. Se per nove mesi ha vissuto in un ambiente protetto come quello materno, dopo la nascita si trova a contatto con un ambiente prevalentemente asciutto e nel quale sono presenti elementi potenzialmente patogeni.

Inoltre, la pelle del neonato ha delle caratteristiche che la differenziano da quella degli adulti:

  • È più sottile di circa il 30%;
  • Ha una composizione diversa: in particolare, il mantello idrolipidico è meno resistente di quello degli adulti, pertanto può venire più facilmente incontro ad arrossamenti e irritazioni;
  • È più permeabile di quella di un adulto, di conseguenza è più a rischio di disidratazione e di secchezza.
  • A causa di questa permeabilità, se si trova a contatto con agenti chimici, li assorbe in maniera più massiccia e più rapidamente rispetto a quella degli adulti.

In conseguenza di tutto ciò, i detersivi, soprattutto quelli più aggressivi, possono irritare la pelle del neonato o essere causa di allergie e dermatiti. In alcuni casi, possono persino danneggiare la barriera della pelle e rendere meno efficace la protezione naturale della cute.
Oltretutto, è fisiologico che i neonati e i bambini piccoli portino alla bocca i tessuti, che diventano veicolo privilegiato di impurità e batteri, oltre che di residui chimici dei lavaggi.

Per questo è importante trovare il giusto equilibrio tra igiene e uso di detersivi che non rilascino residui potenzialmente pericolosi per il neonato.

Dermatite atopica nei neonati: l’influenza dei detersivi

Gli studi medici dimostrano che nei neonati la dermatite atopica ha un’incidenza maggiore che negli adulti.

Si tratta di una patologia cronica di tipo infiammatorio che colpisce la pelle, generando secchezza e prurito e, in alcuni casi, eczemi. Se negli adulti ha una incidenza inferiore al 10%, nei neonati si manifesta più frequentemente, tra il 15 e il 20% dei neonati.
Le cause possono essere di diverso tipo e non sempre sono facilmente individuabili, tuttavia si ritiene che siano particolarmente importanti la predisposizione genetica e i fattori ambientali. Talvolta questa patologia è anche associata ad asma e a fenomeni allergici come riniti e congiuntiviti, con conseguenze sulla salute.

A seconda dell’età, poi, può avere manifestazioni diverse e colpire differenti parti del corpo: nei neonati in genere prevalentemente viso e arti; nei bambini è facilmente più localizzata su mani, polsi, arti e palpebre, mentre negli adulti può verificarsi anche nel collo e nel palmo delle mani.
Pare dimostrato che fra gli agenti irritanti che possono provocarla ci siano anche i detersivi, in particolare quelli più aggressivi o quelli che contengono tensioattivi. I detergenti chimici, usati sia per l’igiene personale, sia per la pulizia degli ambienti e quella del bucato, sono formati con una miscela di sostanze chimiche in polvere o liquide che servono per eliminare lo sporco.

Esiste una gran varietà di componenti, circa 900, ma in molti casi possono essere pericolose sia per la salute e sia per l’ambiente. Tanto più che, almeno sui detersivi, in Italia non c’è una legislazione precisa sulla formulazione delle etichette. Spesso i detersivi contengono cloro, tensioattivi e sbiancanti ottici che lasciano residui chimici sui tessuti e sulla pelle.

I tensioattivi sono degli elementi che aumentano il potere detergente e schiumogeno dei detersivi, in quanto riducono la tensione superficiale dell’acqua e ne aumentano la solubilità con i grassi. Tuttavia, in particolare quelli chimici, sono aggressivi e hanno come effetto collaterale la riduzione dello strato lipidico più superficiale della pelle. In presenza di pelle sensibili e di pelli, come quelle dei neonati, in cui lo strato superficiale della cute è già particolarmente sottile, possono irritare e creare dermatiti.

Come garantire igiene senza danneggiare la pelle dei neonati

La perfetta igiene del bucato è sempre importante, ma lo è in particolare nel momento in cui si tratti di neonati e bambini molto piccoli.
Tuttavia, è altrettanto importante garantire la protezione della salute del bambino anche tutelandolo dai danni che possono provenire dai detergenti. Spesso, infatti, sono da considerare gli effetti collaterali che i prodotti utilizzati nel lavaggio tradizionale possono avere in relazione alla detersione chimica.

La soluzione è offerta da nuovi sistemi di lavaggio come Bryzo. Si tratta di un sistema che inserisce ossigeno attivo e ioni di argento direttamente nella lavatrice, rendendo così possibile ottenere un bucato perfettamente igienizzato, in modo completamente naturale.
La tecnologia di Bryzo sfrutta l’effetto antibatterico dell’ozono: l’ossigeno attivo è infatti il gas naturale con la maggiore capacità di eliminare del tutto batteri, virus, funghi e muffe, tanto che è più efficace del 52% del cloro. Ogni lavaggio può essere quindi effettuato senza necessità di aggiungere detersivi né additivi, in acqua fredda e senza lasciare alcun residuo chimico.

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