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Come lavare gli indumenti intimi.

Lavare gli indumenti intimi è una operazione piuttosto delicata per una serie di motivi.
La lingerie femminile, si sa, spesso è impreziosita da pizzi o ricami che richiedono una cura particolare. Inoltre, tessuti come seta e cotone spesso si utilizzano in combinazione con altri materiali delicati, oltre al fatto che stampe e colori talvolta anche accesi richiedono lavaggi appropriati.

Anche l’aspetto igienico non è però da trascurare. L’intimo infatti si trova a contatto con parti del corpo delicate e la trasmissione di batteri può essere più facile oltre che più pericolosa.

La presenza dei batteri nei capi intimi

Uno studio pubblicato sul Journal of Infection a cura del dott. Charles Gerba, microbiologo dell’Università dell’Arizona, dimostrerebbe che spesso i lavaggi in lavatrice non sono sufficienti per restituire capi sufficientemente igienizzati. Parrebbe, infatti, che mediamente nella biancheria intima dopo il lavaggio si possano ancora trovare circa 0,1 grammi di residui fecali.

Ciò sarebbe causato dal fatto che i microrganismi non vengono eliminati del tutto dai detergenti né tantomeno dai lavaggi in acqua a basse temperature. Dunque, per quanto i capi usciti dalla lavatrice possano sembrare puliti e profumati, si tratta di un’impressione non del tutto corretta, in quanto l’occhio umano non è in grado di accorgersi della sporcizia ancora presente nei tessuti.

Di conseguenza, batteri come l’escherichia coli non solo rimangono nei capi intimi, con il rischio di infettare chi li utilizzerà, ma anche di trasferirsi nel cestello della lavatrice e diffondersi ad altri capi d’abbigliamento. Se poi si utilizza l’asciugatrice, la diffusione potrebbe essere persino più ampia, oltre al fatto che il rischio di infezione aumenta attraverso il contatto con le mani della biancheria infetta.

Del resto, viceversa, l’utilizzo di acqua ad alte temperature e di sostante disinfettanti può avere altri effetti negativi sulla salute di chi utilizzerà quei capi, oltre al fatto che può seriamente danneggiare i tessuti stessi.

Come evitare la diffusione di batteri nei lavaggi dell’intimo

Il lavaggio della biancheria intima richiede dunque prassi igieniche accurate per evitare che la diffusione dei batteri possa causare danni alla salute.

  • Separare i capi intimi da altri tipi di indumenti: il lavaggio della biancheria intima dovrebbe essere fatto in un ciclo dedicato per evitare che i germi presenti si diffondano agli altri capi. Sebbene oggi le lavatrici moderne permettano carichi molto consistenti, è meglio evitare di mescolare la biancheria intima con l’altro bucato. In particolare, non dovrebbero essere lavata assieme ad asciugamani, tovaglie e alla biancheria da letto. Questo tipo di precauzione è utile anche per evitare che il peso del bucato schiacci indumenti intimi delicati come i reggiseni.
  • Lavare la biancheria intima per ultima: se si fanno diversi cicli di lavaggio nella stessa giornata, è preferibile tenere quello della lingerie per ultimo. In questo modo gli altri capi non verranno inseriti nel cestello dove potrebbero essere rimasti batteri del lavaggio precedente.
  • Detergere il cestello della lavatrice dopo il lavaggio dell’intimo: la pulizia delle parti interne della lavatrice è molto importante per evitare la diffusione dei batteri, che nel cestello provano l’ambiente adatto, caldo e umido, per proliferare tranquillamente.
  • Non lasciare a lungo la biancheria intima sporca nel cestone: i lavaggi dell’intimo andrebbero fatti subito dopo che i capi sono stati utilizzati. Infatti, più rimangono nel cestone della biancheria sporca più il rischio di diffondersi e contaminare altri capi è elevato. Meglio anche non lasciare questi capi a contatto con capi di tipo diverso, come tovaglie e asciugamani.
  • Dopo il lavaggio, non lasciare il bucato nella lavatrice: spesso per motivi di tempo si programmano i lavaggi in orari notturni o mentre si è al lavoro. Tuttavia, andrebbero sempre calcolati i tempi per essere in grado di estrarre i capi appena terminato il lavaggio. In questo modo si evita che i batteri possano propagarsi nel cestello e ad altri capi.
  • Lasciare asciugare il bucato all’aria aperta: prima di ritirare il bucato steso al sole accertarsi che sia ben asciutto. In presenza di umidità, infatti, i batteri si diffondono più facilmente.

Come lavare l’intimo in caso di infezioni

Ancora più attenzione va posta nel caso in cui si sia in presenza di infezioni come la candida oppure come la cistite. In tal caso il rischio di contagiare altri membri del nucleo familiare o di infettarsi nuovamente è molto più elevato.
In questi casi è opportuno maneggiare con cura i capi, facendo attenzione a lavarsi bene le mani o, meglio, usando i guanti usa e getta. I batteri, infatti, sono in grado di propagarsi anche con il contatto diretto tramite le mani.

Inoltre, i capi contaminati andrebbero lavati da soli senza contatto con alcun altro indumento, nemmeno dello stesso tipo.
Se si dispone solo di un sistema di lavaggio tradizionale, è necessario utilizzare un detersivo igienizzante, avendo cura di leggere bene le indicazioni dell’etichetta per evitare che contenga sostanze nocive per la salute, come i tensioattivi.

Lavare la biancheria intima con Bryzo

Oggi la tecnologia mette a disposizione sistemi di lavaggio all’ossigeno attivo, come Bryzo.

Si tratta di un sistema che attraverso un generatore di ossigeno attivo introduce questo gas nell’acqua della lavatrice. Il suo elevato potere germicida è in grado di eliminare del tutto batteri, virus, muffe, funghi e spore senza necessità di detersivi né disinfettanti. Inoltre, i lavaggi possono essere fatti a soli 30°.
In questo modo la biancheria intima non corre alcun rischio di rovinarsi ma, allo stesso tempo, viene garantita un’igiene perfetta a prova di batteri.

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