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Le corrette routine di lavaggio per un bucato perfetto

Il bucato perfetto non è solo quello che ha un bel aspetto. Infatti, la salute dipende anche dall’igiene dei capi di vestiario e dei panni con cui si entra a contatto durante la giornata.

Per questo motivo è molto importante che i panni siano non solo puliti, ma privi di batteri.

Spesso il modo in cui si gestisce la routine di lavaggio influisce sul risultato: capi belli, puliti, profumati ma anche igienici.

Fase 1: preparare i capi per il lavaggio

Prima di impostare il lavaggio vero e proprio, è importante preparare in modo adeguato i panni da mettere in lavatrice.

Scegliere i capi da lavare

Spesso ci si chiede ogni quanto tempo vadano lavati gli indumenti. Sebbene entro una certa misura ciò dipende dall’uso che se ne fa, è altrettanto vero che i batteri si posano ovunque e i lavaggi dovrebbero essere frequenti anche quando i capi non sembrano ancora sporchi. In linea di massima, la biancheria che sta a diretto contatto con la pelle dovrebbe essere lavata più di frequente rispetto agli altri capi:

  • Biancheria intima, calze, slip, canottiere vanno lavati dopo ogni utilizzo.
  • Anche le camicie e le magliette è bene lavarle dopo ogni utilizzo, a meno che siano state indossate per meno di due ore: in questo caso possono essere usate una seconda volta.
  • Pigiami e biancheria da letto dovrebbero essere cambiati almeno una volta a settimana.
  • Le maglie, le felpe e i jeans possono essere usati 4-5 volte prima di essere lavati.

Separare i capi da lavare

La logica secondo cui separare i capi da lavare non deve tenere conto solo delle caratteristiche del tessuto, ma anche della loro funzione e del grado di sporcizia. Per esempio, la biancheria dei neonati andrebbe sempre lavata a parte, per evitare che i batteri si diffondano su tessuti, che il neonato può mettere a contatto con la bocca.
Allo stesso modo, capi molto sporchi, o – per esempio – quelli utilizzati per lavori all’esterno, non dovrebbero essere lavati assieme a indumenti intimi, asciugamani o lenzuola.
Un buon metodo è quello di suddividere il bucato secondo questi criteri logici e raggrupparlo in modo da ottimizzare i carichi.

Caricare la lavatrice con la quantità corretta di biancheria da lavare

La lavatrice non deve essere troppo vuota, altrimenti si sprecano acqua ed energia elettrica. Raggruppando i capi secondo il tipo di tessuto, l’uso e il grado di sporcizia si possono organizzare i lavaggi durante la settimana affinché vengano ottimizzati i carichi e eliminati gli sprechi.
È però altrettanto vero che la lavatrice non deve essere nemmeno troppo piena, altrimenti si corre il rischio che non vengano eliminati del tutto i batteri e che non vadano via le macchie.

Fase 2: il lavaggio

Una volta che si è deciso che cosa lavare, si può passare alla vera e propria fase di lavaggio.

Impostare il programma e la temperatura giusta

Ogni tessuto ha caratteristiche diverse e i lavaggi a temperature troppo elevate possono danneggiarli.
Si parla spesso della lana che, se lavata a temperature troppo alte o se impostata una centrifuga troppo veloce, infeltrisce.

Ma i tessuti che si possono rovinare sono tanti, soprattutto quelli che vengono lavati molto di frequente. Tuttavia, un lavaggio a bassa temperatura non elimina del tutto i batteri: spesso si usano detersivi e additivi che, però, hanno altri effetti negativi. I tensioattivi chimici, per esempio, non sono biodegradabili, pertanto inquinano. Inoltre, possono essere dannosi per la salute di chi indosserà i capi, provocando allergie e dermatiti.

Se si usa il sistema di lavaggio all’ossigeno attivo di Bryzo, tutto ciò è molto più semplice. Infatti, è sufficiente un lavaggio a 30° per eliminare tutti i batteri.

Scegliere il detersivo migliore

Se si fa il lavaggio tradizionale, è molto importante scegliere il detersivo migliore per evitare i problemi ci cui sopra. A questo proposito, meglio privilegiare:

  • Detersivi senza tensioattivi chimici. I tensioattivi vegetali in genere sono biodegradabili e danneggiano in misura minore salute e ambiente.
  • Detersivi alla spina. Riducono la quantità di plastica e sono meno nocivi per l’ambiente.
  • Detersivi senza profumi aggiunti. Spesso i profumi non sono essenze naturali ma vengono riprodotti chimicamente: oltre a non rendere più puliti gli abiti, possono far male alla salute di chi li indossa.

Fase 3: l’asciugatura

Una volta terminato il lavaggio, si passa alla fase di asciugatura. Sebbene spesso non lo si pensi, è altrettanto importante rispetto al lavaggio perché in questa fase possono depositarsi nuovamente batteri sui tessuti.

Non lasciare i panni bagnati in lavatrice

Più i panni bagnati rimangono depositati in lavatrice, più è facile che si formino nuovamente muffe e batteri, soprattutto se l’interno della lavatrice non è perfettamente igienizzato.
Se per risparmiare si imposta la lavatrice nelle ore notturne, bisognerebbe farlo verso mattina in modo da poter tirare fuori i panni poco dopo che è terminato il ciclo di lavaggio.

Stendere i panni al sole

Far asciugare i panni all’aria aperta, quando è possibile, è sempre l’opzione migliore. L’asciugatura al sole, infatti, non è solo ecologica ed economica, ma anche particolarmente igienica.
L’ozono presente nell’atmosfera, infatti, elimina i batteri e evita la formazione di muffe. Esattamente come fa Bryzo con il suo sistema di lavaggio con ossigeno attivo, ioni di argento e raggi UV.

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