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Detersivi e ambiente: come salvaguardare un patrimonio prezioso

Oggi, sempre più di frequente, si sente parlare di salvaguardia dell’ambiente e di rischio ambientale.

Se solo fino a pochi anni fa, la questione veniva catalogata semplicemente come inquinamento, oggi ha una portata molto più ampia. Ci sono, infatti, varie tipologie di rischio che riguardano acqua, terra e aria e che possono avere un impatto molto grave sull’ambiente.

I danni ambientali sono già ben visibili: i dati di uno studio dell’ONU presentati al Global Environment Outlook presentano un pessimo stato del pianeta. Acqua potabile contaminata, inquinamento atmosferico, emissioni di gas serra e cambiamenti climatici sarebbero causa di un quarto delle malattie e delle morti totali, in particolare nel Sud del mondo.

Un problema urgente, che va affrontato al più presto.

Perché l’ambiente è prezioso

L’ambiente in cui viviamo è estremamente prezioso.
Oltre il 70% della superficie terrestre è coperta d’acqua, all’interno della quale vivono numerosissime specie animali e vegetali, che contribuiscono alla vita del pianeta e all’equilibrio ambientale.
Nei mari vivono milioni di organismi unicellulari che costituiscono il fitoplancton: esso produce la maggior parte dell’ossigeno presente nell’atmosfera.

I passaggi dallo stato gassoso a liquido e solido, e viceversa, dell’acqua dei mari sono fondamentali per la sopravvivenza del pianeta e influiscono sui fenomeni climatici.
Di conseguenza, l’inquinamento dei mari, spesso “voluto” da chi sceglie di smaltire i rifiuti in mare, è uno dei pericoli più cogenti a cui il pianeta va incontro.
Purtroppo, anche l’uso di certi prodotti, come i detersivi, contribuisce a peggiorare le condizioni del pianeta.

Come i detersivi possono essere rischiosi per l’ambiente

Ogni giorno, quando facciamo la lavatrice o laviamo i piatti, utilizziamo detersivi e additivi.

Finora sono considerati stati necessari per distruggere i batteri che non vengono del tutto eliminati durante i lavaggi: la maggior parte dei ceppi batterici, infatti, resiste ad alte temperature, alle quali non sarebbe comunque possibile lavare i capi per diversi motivi.
Tuttavia, i detersivi possono essere molto pericolosi per l’ambiente. Ecco perché.

I tensioattivi

I tensioattivi sono degli elementi che aumentano il potere pulente dei detersivi. Sono formati da una parte idrofila, che si lega cioè all’acqua, e da una parte che si lega, invece, ai grassi. In questo modo si attacca allo sporco e lo rimuove più facilmente.

Il loro utilizzo è molto ampio non solo nei detersivi, ma anche nei detergenti per la persona come negli shampoo e nei prodotti per la pelle.

Tuttavia, i tensioattivi sono inquinanti sia in fase di produzione, sia durante l’utilizzo.

  • I tensioattivi chimici vengono ottenuti attraverso la raffinazione del petrolio. In fase produttiva, i petrolati (come l’ammoniaca) possono finire nel terreno sotto forma di scarti e inquinare le falde. Dalle falde giungono ai fiumi fino al mare, dove si sono registrati molti casi di inquinamento da sostanze come cloro, soda, solfato di ammonio, acido solforico.
  • Dopo l’utilizzo domestico, queste molecole, che non sono biodegradabili, si incanalano attraverso le fognature e raggiungono il mare. Oltre all’inquinamento che provocano, si rendono responsabili di uno squilibrio nell’ecosistema marino: la grande quantità di azoto, zolfo e fosforo che contengono fa sì che certe alghe proliferino in modo esagerato. Ciò causa il soffocamento di alcune specie di pesci.

La plastica

La quasi totalità delle confezioni di detersivi sono di plastica.
Secondo i dati del WWF, oltre il 95% dei rifiuti presenti in mare, nei fondali e nelle spiagge sono costituiti da plastica.
Considerando che per la degradazione completa di una bottiglia di plastica sono necessari centinaia di anni (si calcola circa 450 anni), l’uso smodato di questo materiale provoca danni irreparabili sia alla fauna marina sia alla flora. Ma anche a livello climatico, la plastica sarebbe responsabile del riscaldamento globale.

Quindi, Il rapporto tra la vita media di una confezione di detersivo e i tempi in cui essa viene smaltita, con le conseguenze che porta per l’ambiente, è dunque estremamente sproporzionato. Spesso riciclare non basta: sarebbe necessario limitare allo stretto necessario la produzione e l’uso di plastica.

Buone pratiche per evitare di inquinare con i detersivi

L’inquinamento prodotto dall’uso di detersivi può essere ridotto, avendo cura di seguire alcune buone pratiche:

  • Scegliere detersivi senza tensioattivi chimici. Esistono altri tipi di tensioattivi naturali, prodotti a partire da vegetali, che sono biodegradabili, pur conservando il loro potere pulente. Si tratta di Sodium coco sulfate, Sodium cocoyl hydrolyzed wheat protein (che include anche le proteine del grano), coco glucoside, disodium cocoyl glutamate (certificato Ecocert e Natrue).
  • Usare detersivi alla spina. In questo modo si evita l’eccessivo uso di contenitori di plastica.
  • Non abusare della quantità di detersivo. Non solo per l’inquinamento, ma anche per la salute della pelle è opportuno ridurre le dosi e rispettare quelle consigliate sulle confezioni. Infatti, non tutte le sostanze contenute nei detersivi vengono risciacquate del tutto e possono provocare allergie e dermatiti.
  • Fare attenzione anche alle profumazioni. Nella maggior parte dei casi non servono a pulire il bucato e non sono nemmeno naturali, ma prodotte per sintesi chimica.

Per evitare di inquinare con i detersivi la soluzione migliore è ridurre al minimo l’uso di detersivi. Oggi è possibile grazie ai sistemi di lavaggio all’ossigeno attivo, come Bryzo.

L’ossigeno attivo, con l’aggiunta di ioni di argento e raggi UV, elimina del tutto qualsiasi tipo di batterio senza la necessità di usare acqua calda. È sufficiente un lavaggio a 30° per ottenere un bucato perfettamente igienizzato: in questo modo si riduce anche l’uso di energia elettrica, lo spreco di acqua calda e l’uso dei detersivi.

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