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Bucato e igiene: quando la salute inizia in lavatrice

L’igiene del bucato è fondamentale non solo per avere capi puliti e privi di batteri, ma anche per la salute di chi li indossa, oltre che per quella del pianeta.

Tra abiti puliti e abiti igienizzati, disinfettati e privi di batteri c’è una grossa differenza, anche se non è sempre così facilmente percepibile e non tutti la conoscono.

Perché un bucato sia del tutto igienico, deve essere totalmente privo di batteri, che possono essere responsabili di infezioni piuttosto gravi, come quelle generate dai vari stafilococchi.

Di conseguenza, prima di fare un lavaggio in lavatrice è opportuno conoscere quali possono essere i rischi di un bucato non igienico e porvi rimedio.

I rischi di un bucato non del tutto igienico

A differenza di ciò che si pensa comunemente, non sempre i lavaggi in lavatrice sono sufficienti per eliminare del tutto virus e batteri.

Mentre i batteri possono vivere anche in ambienti esterni, i virus sono dei parassiti che necessitano di un organismo vivente da colonizzare per potersi riprodurre.

Tuttavia, possono sopravvivere lontano da un organismo per alcune ore.

In ogni caso, il cestello della lavatrice può essere l’ambiente ideale per la proliferazione di questi microrganismi, soprattutto se i lavaggi vengono fatti a basse temperature.

Uno studio pubblicato dalla London School of Hygiene e Tropical Medicine dimostra che il lavaggio dei panni sporchi a basse temperature non riesce a eliminare i germi: un carico medio della lavatrice può contenere infatti fino a 100 milioni di batteri, nei quali sono compresi quelli di escherichia coli, salmonella e staphylococcus aureus.

I dati di questo studio dimostrerebbero che eliminare del tutto i batteri non sarebbe, quindi, sufficiente lavare a una temperatura di 40°, ma bisognerebbe salire fino ai 60°. Questo, ovviamente, ha parecchie controindicazioni sia in termini di consumo energetico sia a livello di inquinamento, senza contare che molti capi a certe temperature possono danneggiarsi.

Tuttavia, la mancata disinfezione dei capi agevola la proliferazione di batteri, con conseguenze anche gravi soprattutto nei casi di ceppi di batteri resistenti ai farmaci.

I panni sporchi dei bambini e dei neonati sono particolarmente interessati da queste problematiche:

  • I neonati tendono a mettere in bocca i vestitini e i tessuti con cui entrano a contatto. Di conseguenza, i batteri e i germi che possono rimanere dopo il lavaggio rischiano di essere ingeriti.
  • Gli indumenti dei bambini spesso hanno macchie di cibo, ma anche di terra e fango, soprattutto quando i bimbi giocano all’aperto. Questi residui, se non vengono eliminati del tutto, possono essere veicolo privilegiato di batteri. Inoltre, i vestiti utilizzati in ambienti come asilo e scuole, dove i bambini vengono a contatto con altri bambini, se non ben igienizzati possono essere facilmente causa di contagio.

Come garantire la salute con i lavaggi in lavatrice

Il lavaggio in lavatrice, oltre a rendere i capi puliti, dovrebbe garantire la massima igiene in modo da preservare la salute delle persone che entreranno a contatto con il bucato una volta lavato.

Per garantire la salute è necessario che i capi non siano solo lavati ma che vengano del tutto eliminati batteri, virus, funghi e spore che possono provocare malattie e infezione. In questo caso si parla di disinfezione.

Poiché i batteri possono essere eliminati del tutto solo a una temperatura superiore ai 100°, nei lavaggi tradizionali è necessario aggiungere detersivi e disinfettanti chimici che, tuttavia, non sempre sono in grado di assolvere a questa funzione.

Inoltre, i detersivi e gli altri componenti comunemente utilizzati nei lavaggi tradizionali possono avere altri effetti negativi, in particolare legati alla presenza di allergeni e di tensioattivi. Non solo: i detersivi hanno anche un impatto negativo sull’ambiente, sia per i composti di cui sono costituiti sia a causa degli imballaggi in PVC, tutti elementi che contribuiscono a mettere a rischio la salute comune.

Nei detersivi, infatti, vengono utilizzati oltre 900 tipi di componenti, molti dei quali sono ritenute pericolosi non solo per la salute di chi entra a contatto con il bucato, ma anche di chi li maneggia o delle persone che vivono all’interno delle mura domestiche. Gli additivi chimici che vengono aggiunti per disinfettare i capi spesso contengono cloro, tensioattivi aggressivi e sbiancanti. I loro residui entrano a contatto con la pelle con il rischio di provocare allergie e dermatiti da contatto.

I lavaggi con ossigeno attivo: una soluzione per la salute

La soluzione arriva dall’uso dell’ossigeno attivo. Grazie ad esso, infatti, è possibile garantire una sanificazione più profonda senza necessità di alte temperature.

La tecnologia di lavaggio a ossigeno attivo ha una azione che elimina del tutto i batteri, oltre al fatto che non rilascia residui chimici e riduce al minimo l’impatto ambientale.

L’ossigeno attivo, detto anche ozono, è un gas naturale presente nell’atmosfera, prodotto dalle scariche elettriche durante i temporali e dai raggi solari. La moderna tecnologia ha permesso di produrlo scientificamente e di utilizzarlo per i lavaggi in lavatrice.

Il potere germicida è notevolmente superiore a quello di qualsiasi prodotto disinfettante: supera quello del cloro di oltre il 50%, oltre al fatto che elimina il 100% dei metalli pesanti.

Inoltre, essendo una ha forma allotropica dell’ossigeno, non solo non può creare allergie, ma ha un’azione di riduzione degli allergeni e di contrasto dei tensioattivi.