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Prurito: quando la causa è il detersivo

Il prurito è un disturbo cutaneo molto fastidioso. In alcuni casi, può trattarsi di un vero e proprio tormento e può portare a grattarsi, a volte anche danneggiando la cute.

Provare prurito può essere una condizione del tutto normale e le cause possono essere davvero tante, tuttavia se il prurito è persistente andrebbe indagato a fondo, magari ricercandone le cause anche tra i detersivi utilizzati d’abitudine.

Che cos’è il prurito

Il prurito è una manifestazione che in sé non costituisce la patologia, ma ne è un sintomo.

Le cause possono essere numerose e di ampio genere: dalle malattie infettive, come varicella e morbillo, alle malattie dermatologiche, dalle intolleranze alimentari alle allergie, fino alle patologie renali, metaboliche, ematologiche o fino al prurito psicogeno.

Di conseguenza, quando si prova una sensazione di prurito intensa e duratura, è opportuno andare dal medico per indagarne le cause e prendere le giuste contromisure.
Negli ultimi anni, per esempio, si sono registrati sempre più di frequente casi in cui i detersivi e i loro residui sui tessuti erano responsabili del prurito.

Prurito e detersivi: che relazioni hanno

Che i residui dei detersivi possano creare allergie è ormai risaputo. Tuttavia, possono verificarsi anche casi in cui l’allergia non sia così evidente e il solo sintomo sia il prurito.
Questi casi sono piuttosto difficili da diagnosticare e le cause possono confondersi tra di loro. Si potrebbe pensare, infatti, che il prurito sia generato dalla secchezza della pelle o da situazioni non necessariamente patologiche, come sudorazione abbondante o ansia.
Ma nel momento in cui viene esclusa ogni causa organica, non resta che ricercare le cause nelle abitudini quotidiane, in particolare in relazione ai detergenti.

I residui dei detersivi possono molto facilmente venire a contatto con la pelle, quasi sempre con effetto negativo. I tensioattivi, sostanze chimiche usate nei detersivi per sciogliere le macchie, non sono biodegradabili e contengono residui di metalli pesanti che irritano o possono provocare allergia.  I candeggianti e i disinfettanti, poi, sono molto aggressivi e in dosi elevate irritano la pelle.

La dermatite di tipo irritativo, infatti, non è un’allergia ma una vera e propria irritazione causata dal potere irritante di alcune sostanze chimiche. Di origine diversa è, invece, la dermatite allergica che si verifica solo su soggetti predisposti o sensibilizzati a qualche allergene contenuto nel detersivo. È altrettanto vero che la sovraesposizione agli allergeni, per molti anni contenuti non solo in detergenti e detersivi ma anche in molti utensili e attrezzi comunemente utilizzati, ha aumentato talmente tanto il numero di persone allergiche che talvolta diventa difficile distinguere tra i tipi di dermatite.

Entrambe le dermatiti, oltre al prurito, possono avere altri sintomi come arrossamenti, vesciche, edemi, bolle, desquamazione o bruciore, ma non è sempre detto che avvenga. Soprattutto nel caso della dermatite irritativa può verificarsi una lieve irritazione caratterizzata, all’apparenza, dal solo prurito. Spesso, tuttavia, se ci si gratta subentrano disturbi più evidenti, come rossore, infiammazione, sensibilizzazione.

Come accorgersi dei residui nel bucato

Per sapere se nel bucato pulito rimangono residui di detersivo o di ammorbidente è opportuno fare alcune verifiche sui capi che escono dalla lavatrice o nel cestello.

  • Osservare la presenza di polverina sul bucato: in certi casi è normale, in quanto un lieve sfaldamento dei tessuti in lavatrice può provocare questo fenomeno. Tuttavia, se le polveri che rimangono nel bucato sono spesse, scure e abbondanti, allora è probabile che ci siano residui dei detersivi. In questo caso, per averne la conferma, bisognerebbe controllare se il detersivo contiene tensioattivi chimici, che non sono biodegradabili, o altre sostanze dannose per la pelle.
  • Toccare i tessuti, in particolare quelli di spugna, per valutare la presenza di una patina: se è presente, si tratta di un effetto generato dagli ammorbidenti. Non solo questa patina è un residuo dannoso per la salute, ma rende i tessuti sempre più difficili da lavare, costringendo a usare detersivi sempre più aggressivi.
  • Annusare i capi per sentire se ci sono profumazioni molto persistenti: in tal caso sono di produzione chimica. Difficilmente, oggi, le profumazioni di detersivi e ammorbidenti vengono prodotte con oli essenziali, oltre al fatto che essenze di questo tipo sono meno persistenti e hanno un odore più naturale. Le profumazioni ottenute per sintesi chimica, oltre a generare allergie per sensibilizzazione agli allergeni, possono rilasciare residui sui tessuti.

Come evitare il prurito da lavatrice

Per evitare il prurito causato dal detersivo, con le conseguenze che può portare, è opportuno scegliere alcune abitudini di lavaggio che proteggano dai rischi del contatto con le sostanze chimiche:

  • Usare le giuste quantità di detersivo seguendo le istruzioni sul flacone;
  • Scegliere detersivi ecologici che non facciano uso di tensioattivi;
  • Evitare l’uso di ammorbidenti;
  • Scegliere programmi adatti ai capi di vestiario e prediligere quelli ecologici;
  • Controllare che nella lavatrice entri la corretta quantità d’acqua affinché il detersivo venga risciacquato adeguatamente;
  • Sostituire il lavaggio tradizionale con sistemi di lavaggio all’ossigeno attivo come Bryzo, che garantiscono la perfetta igiene dei capi senza necessità di detersivo né di acqua calda.
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